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BABALUCCIA    FASHION AND MY CHIC IDEAS

alopecia top fashion blogger

Cerimonia degli Oscar Los Angeles - Come ho scritto oggi sui social mi sono catapultata alla cerimonia più attesa di  Hollywood per  parlare della notizia  che ha già fatto il giro del mondo,  e che ha reso incandescente questo appuntamento. 

Solitamente quando una  blogger di moda decide di dedicare un post alla notte degli Oscar, lo fa per commentare i look delle star che vi hanno partecipato, invece anche io come tanti scriveò del mio punto di vista sulla scena da rivista gossip alla quale tutto il mondo ha assistito, quella che ha visto protagonisti il famoso attore Will Smith e il comico Cris Rock che ha incassato un pugno carico di rabbia dopo aver rilasciato una battuta indelicata sul conto della signora Smith, facendo riferimento alla sua chioma calva. Jaden Smith sta conducendo la sua battaglia contro l'alopecia e Will non ha retto il dolore di parole pesanti come quelle pronunciate.

  Io oggi sono qui a scrivere questo post perché questo argomento mi colpisce da vicino conosco benissimo questa malattia autoimmune che  arriva nella mia vita all'età di soli 3 anni, penso che sia arrivato il momento di parlarne e di condividere con voi questa parentesi difficilissima della mia vita e penso di dover prendere posizione collegandomi a quello che è successo alla notte degli Oscar per far capire meglio cosa si prova e  si subisce quando si è colpiti da questa patologia . Lo farò  in maniera amichevole,  raccontando la mia esperienza e le mie emozioni , lasciando invece a chi è più competente di me di trovare le risposte e le cure adatte , che sicuramente ora, in tempi più moderni, saranno più  all'avanguardia rispetto ai tempi in cui l'ho vissuta io. 

Come ho già detto nell'introduzione ero una bambina piccolissima,  avevo solo tre anni quando i miei genitori si accorsero che era comparsa una piccola chiazza pelata nella mia testa proprio al di sopra della fronte. In quel punto non avevo più i capelli, eppure non mi ero fatta male da nessuna parte.
Inizia così il mio percorso di visite da specialisti per capire la causa,  per fortuna sono nata e cresciuta a Torino una città grande con ospedali all'avanguardia, specialisti preparati,  per cui alla fine dei miei esami e delle mie visite mi venne diagnosticata  l' alopecia.
 Le cause di questa malattia autoimmune non sono sempre ben chiare,  ma ricordo bene che venne indicato ai miei genitori di lasciarmi stare tranquilla, serena e di evitare le sgridate perchè lo stress poteva essere la causa di tutto.

L'alopecia per chi non la conoscesse è una malattia autoimmune che comporta la perdita dei peli su tutto il corpo, capelli , ciglia e sopracciglia , in poche parole il sistema di difesa del corpo va in tilt e inizia ad attaccare l'organismo e in questo caso i peli che vengono riconosciuti come corpi estranei da eliminare. 
La perdita di ciglia e sopracciglia o anche dei peli di naso o orecchie sono cause di vulnerabilità contro polveri, germi o corpi estranei che possono entrare dentro naso, orecchie e occhi , ricordiamolo il pelo è una protezione
In più il cuoio capelluto completamente pelato è delicato e va protetto da sole e freddo altrimenti si ustiona facilmente.
E poi c'è il lato estetico fortemente sentito e che cambia l'aspetto della persona, i suoi lineamenei e la sua visione allo specchio. Non è facile non lo è affatto.

Una delle prime cose che fecero i miei genitori, fu quella di portarmi a tagliare i miei lunghi e meravigliosi capelli convinti che fosse un bene per me.  E così dovetti dire addio alla mia chioma di folti capelli castano dorati e da quella seduta dalla parrucchiera ne uscii con i capelli cortissimi, un odioso brusco taglio " alla maschietto" come lo definivano a quei tempi. 
Tutti in famiglia cercavano di convincermi che ero davvero bella con quel taglio corto, ma anche se tre anni sono davvero pochi capivo perfettamente che non avrei più potuto avere i miei codini tanto amati e ricordo il tonfo al cuore di quei momenti. Quella fu la prima violenza psicologica che subii legata a questa patologia, le mie cuginette avevano i loro capelli io non più e non riuscivo ad accettare la scelta che i miei genitori avevano fatto per me.

Dopo diagnosi arrivò il calvario delle terapie, le mattine  trascorse in ospedale a Torino per le cure, le sedute di neve carbonica, anche chiamato ghiaccio secco,   che agendo sulla chiazza tramite raffreddamento causa un ristagno di sangue che avrebbe aiutato a nutrire con più facilità i miei capelli, facendoli ricrescere. Il trauma grande non si verificava all'inizio della terapia sulla chiazza ma man mano che il cuoio capelluto veniva raffreddato dopo qualche seduta, la pelle  del cuoio capelluto risultava ustionato e subire il trattamento sulla pelle ustionata era un dolore insopportabile e violento. La testa a fuoco letteralmente !

Purtroppo quando si inizia un percorso di cure si spera sempre che questa possa funzionare risolvendo il problema nel giro di poco tempo ma ero piccola e la mia alopecia galoppava più velocemente delle mie cure guadagnando terreno togliendomi capelli, regalandomi più chiazze che si allargavano a macchia d'olio. La costanza nella terapia era fondamentale, ed io ero strettamente legata all'ospedale.

Mia mamma in quegli anni si  trasformò in una parrucchiera molto abile perchè successivamente i miei genitori lasciarono crescere i miei lunghi capelli e grazie ad acconciature di una precisione maniacale, mia mamma riusciva a nascondere le mie chiazze per evitarmi l'imbarazzo. Erano gli anni in cui nessuno metteva in piazza questi problemi e parlarne era ancora un tabù, avessi vissuto con più libertà e accettazione il mio problema forse sarebbe stato meno problematico da un punto di vista di accettazione sociale.
 
A cause delle cure in ospedale ero costretta ad entrare un'ora dopo a scuola e soltanto la maestra sapeva i miei amici di classe no ed ogni volta mi trovavo a  subire domande alle quali non volevo dare risposta.
Ricordo che in attesa del mio turno di terapia osservavo i volti di altri che come me avevano lo stesso problema, sia adulti che bambini e tanti non avevano quasi più i capelli nè ciglia e sopracciglia e fissare quei volti mi dava la forza ed il coraggio di entrare in quella stanza e sopportare il dolore.

Le chiazze arrivano senza farsi sentire ma con il passare del tempo impari ad identificare la prossima zona che ne sarebbe stata colpita perchè passando la mano sotto i capelli sul cuoio capelluto compaiono dei foruncoletti laddove perderai i capelli. 

Una delle mie grandi fortune è stata quella di avere una cugina  che lavorava in una farmacia, e lei di parecchi anni più grande di me ha consigliato ai miei genitori di provare una soluzione creata dal dottore farmacista che pareva fosse molto efficace con questa malattia autoimmune. Questo preparato non solo si rivelò molto efficace ma mi permise di curarmi a casa evitando l'ospedale e le perdite di tempo, ma questo successe solo molti anni più tardi.
Fu una svolta importante ma non sul piano della sofferenza fisica , anche questo trattamento era doloroso ed era un inferno quotidiano per me.

Questa malattia mi ha trasmesso una forte timidezza nell'affrontare situazioni e persone, una chiusura a scuola e un senso di paura, mi ha limitato nel gioco perchè la mia pettinatura creata per nascondere le chiazze in alcune fasi aggressive della malattia, era molto delicata e non potevo scatenarmi altrimenti si sarebbero spostati i capelli e si sarebbe notato il mio problema. 

Io ho sopportato e ho vinto o almeno sono riuscita a risolvere il problema che non si è più manifestato ma si sa che da queste malattie non si guarisce del tutto e possono tornare o manifestarsi in qualsiasi momento. 
Sono felice di aver avuto tanto calore dal mio post sui social e che abbiate condiviso con me le vostre esperienze in merito, tutto ci può aiutare a sopportare meglio e con più sicurezza il problema in più parlarne può aiutarci a liberare quel fantasma che è rimasto intrappolato per troppo tempo dentro di noi.
Vi voglio bene siete la mia forza.
Bab.

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14:40:00 6 commenti

blogger metaverso


Quando mondo reale e virtuale si incontrano si trovano nel Metaverso, ne hai mai sentito parlare? 

E' la nuova frontiera di un mondo parallelo virtuale  che fino a qualche anno fa era solo nel nostro  immaginario,  paragonabile a quella che negli anni passati chiamavano second life, in cui tutto può accadere come nella vita reale. 
 Metaverso è la realtà virtuale del futuro su cui il fondatore di Facebook Mark Zuckemberg sta investendo da qualche anno fino a cambiare il nome del gruppo dei suoi social media,  che ha acquisito il nome di Meta . Ci avete fatto caso a questo cambiamento, anche solo quando aprite Whatsapp?

Partendo dalla tecnologia sempre più avanzata dei videogame che con gli anni hanno perfezionato una esperienza immersiva sempre più simile al mondo reale e dal quale una moltitudine di persone e, non soltanto giovanissimi, hanno sviluppato quasi una dipendenza credo sia nata la visione di rendere sempre più reale quel mondo portando all'interno gli elementi che compongono la real life delle persone del pianeta.
Da qui oggi credo si stiano gettando i nuovi pilastri del business del futuro ed è così che con grande entusiasmo vi annuncio, se ancora non lo sapevate, che nel Metaverso è sbarcata anche la fashion week e proprio in questi giorni sulla piattaforma Decentraland si sta svolgendo la prima MVFW (Metaverso fashion week).

Ad abbracciare questo nuovo progetto ci sono stilisti di fama mondiale che hanno impiegato tempo e risorse per creare le loro collezioni in NFT ( capi virtualmente indossabili) Dolce & Gabbana, Etro, Tommy Hilfingher, Hogan , Philippe Plein.
La meraviglia è che ci sarà anche un'area dedicata allo shopping di lusso dove si potranno acquistare abiti e accessori sia digitali che fisici.

A Decentraland si vive creando un proprio avatar a nostro piacimento, si potrà scegliere colore e taglio di capelli, look così come succede per i video game. Sarà il nostro avatar a vivere l'esperienza nel mondo virtuale in questo caso la Metaverso fashion week , e in questo mondo,  se voglio vivere le esperienze dovrò pagare così come succede nel mondo reale, per cui se vuoi  acquistare un abito avrai bisogno di denaro. A Decentraland si vive con le cripto-valute che qui si chiamano  MANA, la  cosa straordinaria è che rispetto al mondo reale, in questa visione virtuale della vita tutto è più economico, almeno per ora, per cui il mio avatar,  ( e questo vale per me e per me e tutti quelli che amano la moda), potrà vestirsi con meravigliosi abiti costosi e di lusso a un prezzo decisamente inferiore rispetto alla vita reale,  che potrò acquistare in base ai MANA che avrò a disposizione.
Durante la MVFW ci sono in calendario eventi e party a cui tutti possono partecipare ed in questa fashion week virtuale non ci sono distinzioni tra vip e persone comuni. Tutti possono partecipare, e questo è un sogno che si realizza.
Su Decentraland non solo abiti, accessori o esperienze ma è un mondo tutto da conquistare,  per cui qui si possono acquistare terreni e addirittura costruire, un pò come abbiamo sempre fatto al gioco del Monopoli e all'occorrenza possiamo anche affittare  gli immobili in proprietà. 
Si stima che tra qualche anno molti utenti saranno connessi con questo mondo e anche le aziende e i privati che vogliano creare un businness stanno tenendo alta la soglia di attenzione.
Che dire da una parte affascinante dall'altra spaventa un po' così come tutte le novità che non riusciamo ad immaginare possano diventare reali.
Mi sono divertita qui a modificare le mie foto scattate alle fashion week tratte dalle sfilate fisiche cercando di iniziare a catapultarmi nel Metaverso, un mondo che era solo nei libri fantasy e che ora è già diventato realtà

Altri post sul futuro della moda QUI

Decentraland fashion blogger



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19:44:00 6 commenti

blogger viaggi top


Lastminute IT

Torna la voglia di viaggiare e se c'è una lezione che la vita mi ha dato in questi due anni, difficili e duri per tutti, è che non bisogna togliere emozioni alla vita e approfittare di tutti i momenti belli e delle occasioni per creare momenti spensierati.

Arriva come ogni la festa del papà ed è arrivato il momento di guardarla con occhi diversi, queste come altre,  sono occasioni per celebrare i valori della vita, per dare importanza ai membri della famiglia e alla famiglia .
Ed è così partita la corsa al regalino, e come spesso succede, non avendo idee, si finisce per acquistare il solito dono scontato, sempre gradito,  ma che non lascia impronta.
Il mio consiglio è un regalo last minute !
Ultimamente quando devo scegliere di fare un regalo, se posso, prediligo omaggiare un viaggio ed anche per questa occasione credo che regalare dei giorni di svago fuori porta, sia il modo migliore per ricordare una magnifica festa del papà insieme a tutta la famiglia.
Capisco a cosa state pensando, lo so che i periodi sono incerti e non è nè facile nè sicuro prenotare un viaggio, in più si aggiungono i problemi legali al lavoro, gli impegni...

Come faccio a regalare una vacanza in tempi incerti senza avere problemi?
Io a tutto questo ho trovato una soluzione, e con questo metodo riesco a regalare una vacanza scavalcando tutti questi problemi.
Mettiti comodo ora ti spiego come procedo, è facile, divertente e se ti piace l'idea puoi anche tu adottare il mio metodo.
Per la ricerca del mio viaggio mi affido a lastminute,com che mi permette di trovare splendide offerte prenotando appunto all'ultimo momento, in questo modo non corro rischi di dover disdire per cause dipendenti dalla situazione d'emergenza del nostro paese o dei paesi di destinazione,
Quando ho stabilito quali sono le mete che potrebbero andare bene per le mie preferenze, stampo un fac-simile di voucher con l'elenco di almeno 3 località a scelta per il viaggio da regalare. La decisione sulle meta definitiva spetterà al destinatario del regalo. 
In questo modo per la festa del papà, potremmo decidere insieme il periodo in cui andare in viaggio conciliando le esigenze di tutta la famiglia, dopodichè non ci resta che aspettare il periodo scelto e prenotare  il primo viaggio lastminute disponibile su www.lastminute.com
 
Da quando abbiamo avuto i problemi per emergenza sanitaria ci siamo dovuti reinventare e abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini per non dover rinunciare a vivere, io non ho rinunciato a viaggiare ho semplicemente cambiato il modo di farlo e vi confesso che non mi trovo male.

Sempre bello avere certezze ma se non si possono avere dobbiamo dire grazie a queste opportunità che ci vengono incontro e salvano la nostra voglia di continuare a viaggiare, vivere, esplorare nonostante tutto.

Ho selezionato per voi due immagini cliccabili per entrare nella vostra vacanza ideale, uno per i viaggi in Europa e l'altro per esplorare la nostra meravigliosa Italia, se non avete ancora trovato il regalo ideale e avete voglia di regalare un'emozione allora sono felice di esservi stata utile e aver contribuito a regalarvi momenti belli e di svago.


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